Chi è l’operatore olistico? E cosa fa in azienda?

“Uno più uno non fa due, ma duemila volte uno”

Gilbert Keith Chesterton

Cosa significa olistico? Olistico è una parola che viene dal greco olos e significa “il tutto come intero e non come somma delle parti”. Olos è tutto come uno. Per un operatore olistico è quindi assolutamente normale che 1+1 sia sempre uguale ad 1! No, non è che siamo un po’ imbranati con la matematica, è solo che usiamo un punto di vista differente.

Se l’intero 1 è la più grande unità di misura perché esprime tutto ciò che è visibile e invisibile, si evince che nulla possa essere maggiore di 1. Anzi no… in verità c’è lo 0 che a livello numerologico (una delle specializzazioni olistiche, fondata niente popò di meno che da Pitagora) esprime l’infinito delle possibilità. Già, i numeri possono avere una funzione logica, come li usa la matematica, ma per gli stessi matematici i numeri hanno anche un valore simbolico perché rappresentano le leggi universali.

Oggi sono proprio gli scienziati a dirci che il cosmo e la natura sono progettati su leggi che si ripetono sempre uguali all’infinito e tendono all’armonia e all’unità. L’universo pare quindi avere una intrinseca natura olistica, che possiamo conoscere aprendo la mente a modi differenti di percepire e processare le informazioni. Per fare questo è fondamentale passare da una visione lineare ad una circolare dell’universo, dell’uomo e della vita. Per questo motivo gli olistici hanno una visione che collega, accorda e crea armonia e unità, esaltando le differenze individuali, che per noi sono uno stimolante ambito di indagine. E’ sicuramente un modo innovativo di intervenire sulla persona e anche sulle organizzazioni, che non è poi così bistrattato nemmeno dalla scienza più razionale: ad esempio in medicina recentemente si sta approfondendo sempre più il valore delle terapie personalizzate o di precisione che trasformeranno nel prossimo futuro le cure mediche e la salute pubblica tramite programmi di prevenzione e di trattamento più mirati sul singolo paziente, rispetto agli odierni trattamenti ancora molto generalisti. La stessa OMS già da anni definisce il concetto di salute in un modo decisamente olistico: “la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia”. Comprendiamo quindi la grande affinità della visione olistica, che indaga l’essere umano nella sua unità di mente, corpo e spirito, sia come individuo a se stante, che come parte indissolubile di un tutto che è la società, con questa definizione data dall’OMS.

Se oggi l’approccio olistico è ancora scarsamente conosciuto e applicato a livello di salute, ancor meno lo è nelle organizzazioni. Provate ad immaginare invece quale grande potenziale possa avere questo approccio nell’elevare l’accordo, il benessere e la produttività anche negli ambienti di lavoro. E’ una semplice legge fisica: l’accordo crea risonanza e questa crea armonia. Il dispendio energetico (che possiamo tradurre in soldi ed impegno fisico e mentale) è certamente inferiore rispetto al disaccordo e alla dissonanza, che letteralmente consumano maggiori risorse energetiche, aumentando i costi economici e psicofisici per il loro mantenimento, senza contare il fatto che agiscono negativamente sulla parte emotiva degli esseri umani, che per natura hanno bisogno di sentirsi partecipi, accolti e accettati.

L’intervento di un operatore olistico in azienda può aiutare a ripristinare un flusso armonioso che crea benessere e facilita la felicità dei singoli e dell’azienda come unità. Fondamentalmente il ruolo dell’operatore olistico è quello di ascoltare le singole persone e le loro esigenze, di osservare come interagiscono tra loro e quali campi di energia creano con i loro comportamenti. Valutato tutto questo, si interviene nell’azienda con formazioni specifiche, sia sui singoli che sui gruppi, per favorire una trasformazione individuale che si rifletterà positivamente anche su tutto il gruppo. Le tecniche di intervento sono numerose e personalizzabili in base alla specifica realtà aziendale e individuale e sono molto simili per certi versi alle attività di team building, ma il focus è sulla conoscenza e valorizzazione delle differenze individuali e non solo sulla performance del gruppo.

Essere risorsa e nutrimento gli uni per gli altri, sviluppando le qualità percettive dell’intelligenza emotiva, è per me un approccio più umanizzato al lavoro, che rende onore all’individuo come risorsa da cui nessun imprenditore sano di mente può prescindere. Il lavoro deve onorare l’integrità della persona e in una logica win-win, se il datore di lavoro si prende cura del benessere dei suoi dipendenti questi ultimi saranno più motivati, collaborativi e propositivi, aumentando la loro produttività senza esaurirsi a livello psicofisico e manterranno un buono stato di armonia e felicità, che sono alla base di un buono stato di salute e di un sistema immunitario più forte e resistente alle malattie e allo stress. L’approccio olistico in azienda può tradursi in un vero e proprio atto di prevenzione e protezione del lavoratore da parte del datore di lavoro: il mio auspicio è che possa essere evidente sempre a più persone quanto sia conveniente da più punti di vista creare ambienti di lavoro fluidi e armoniosi, evitando inutili attriti che bruciano e disperdono l’energia. E sì, il denaro e il tempo non sono solo materia, ma sono anche energia! Di questo parleremo la prossima volta.

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