“Bei giorni. Non piangere perchè sono finiti, ma sorridi, perchè sono stati”
(Rabindranath Tagore)

Quando veniamo alla luce e inspiriamo l’aria per la prima volta i polmoni provano dolore:
il neonato si accorge che qualcosa è cambiato. Piange. E’ vivo!

Quando esaliamo l’ultimo respiro, magari con i nostri cari intorno, nuovamente proviamo dolore.
Il soffio della vita ci abbandona.

Scegliere di camminare con consapevolezza gli ultimi passi terreni è un atto d’amore per chi va e
anche per chi resta ed il lavoro energetico olistico può essere di grande beneficio in entrambi i casi.

Elaborare il lutto è un processo molto impegnativo ed energeticamente dispendioso, che spesso
consuma la vitalità di chi resta con il senso di perdita e il vuoto dell’assenza.

Per chi va più spesso subentrano la rabbia e il senso di impotenza e sconfitta.

In entrambi i casi è una vera benedizione potersi congedare con serenità.

Il tempo della morte è un tempo prezioso, se lo viviamo con accettazione e consapevolezza.

Perché, come dice Alda Merini: “Anche nel dolore bisogna saper vincere”.

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